DDL Intercettazioni: verso il presidio permanente

Se non ora, quando?“: questa la parola d’ordine e il quesito di coloro che ieri sono scesi in piazza del Pantheon a Roma per protestare contro il DDL sulle intercettazioni, in discussione in questi giorni alla Camera. Organizzata da FNSI in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, Libertà e Giustizia, Articolo 21, la manifestazione ha visto la partecipazione di molti esponenti delle forze politiche di opposizione, del corpo di polizia, nonché di giornalisti, magistrati e comuni cittadini.

Obiettivo primario è contestare un disegno di legge che punta a minare la libertà di espressione in Italia e a corrodere l’art. 21 della nostra Costituzione con la minaccia di severe sanzioni per i giornalisti che non rispetteranno il divieto di pubblicazione delle intercettazioni prima dell’udienza-filtro. Anche la libertà della rete è seriamente minacciata: nonostante il ridimensionamento attuato alla norma sulla punibilità dei blog e siti che non effettueranno le rettifiche laddove richiesto – e che ha portato alla chiusura per protesta della nota enciclopedia Wikipedia, il web continua ad essere sotto attacco.

L’atmosfera nella piazza era di civile indignazione: sul palco si sono avvicendati diversi oratori, tra cui l’attrice Ottavia Piccolo, Franco Siddi (segretario di FNSI), Fulvio Fammoni (CGIL), gli onorevoli Paolo Gentiloni (PD) e Antonio Di Pietro (IDV), Guido Columba (presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani). Appassionati – tra gli altri – gli interventi di Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, Italo Pattarini (Giustizia e Libertà), Roberto Natale (presidente di FNSI).

Tra gli oratori anche un magistrato: “So che non dovrei prendere la parola: ma questa legge impedisce ai cittadini di esercitare il proprio voto in maniera informata. Il potere cerca di nascondersi. E bisogna impedire che accada! – ha spiegato – E’ assurdo che per valutare un reato come l’omicidio sia previsto solo un giudice, mentre per accedere al contenuto delle intercettazioni il giornalista dovrà chiedere l’autorizzazione ad una corte formata da tre magistrati.”

La Federazione Nazionale della Stampa ha annunciato che questo non è altro che l’inizio di una mobilitazione che dovrà coinvolgere tutte le piazze italiane in un presidio permanente anche quando e se questa legge sarà approvata. “Dovranno essere coinvolte tutte le piazze, quelle reali e quelle virtuali – ha sottolineato Roberto Natale – Il prossimo appuntamento sarà qui mercoledì prossimo, in piazza del Pantheon, dalle 17 alle 19. Facciamogli sentire la nostra voce. Facciamogli sentire che noi ci siamo e vigiliamo!“. FNSI ha inoltre invitato tutti i giornalisti alla disobbedienza civile qualora la legge passasse e ha garantito loro sostegno e difesa.

Per i prossimi presidi, l’invito generalizzato è quello di portare, oltre ad eventuali bandiere, una copia della Costituzione: “Non c’è destra né sinistra in questa protesta. – ha rimarcato Beppe Giulietti – Noi tutti dobbiamo essere uniti per la Costituzione!”.

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