Radio Kaos Italis: giù le barriere a colpi di musica e LIS

«Giovedì 11 ottobre non puoi mancare all’Aperideaf!». L’invito, arrivato qualche settimana fa, mi lascia un po’ spiazzata. «Aperideaf?» chiedo. Che parola strana. «Si, sta per aperitivo sordo! Lo organizza la radio con cui lavoro. Io ci sarò come dj». Che c’entra un aperitivo sordo con una radio? Sono ancora più confusa.

Il ragazzo con cui sto parlando si chiama Valerio Pacifico, ha 23 anni ed è sordo sin dalla nascita: il suo nome d’arte è Dj Lupo e già solo questo basta a creare un po’ di smarrimento, perché di dj sordi davvero non avevo mai sentito parlare. In realtà, però, per lui l’impresa non è così impossibile come si potrebbe pensare: Valerio usa sì una protesi all’orecchio sinistro che gli consente di sentire alcune onde sonore (al destro ha poco residuo uditivo), eppure non è solo quella a permettergli di riconoscere le differenze tra una canzone e l’altra. Il merito va soprattutto alla sua capacità di avvertire vibrazioni. Sono curiosa e decido di vederlo all’opera. Con lo slogan “We Love LIS”, l’Aperideaf è stato organizzato in un locale di Roma Nord da Radio Kaos Italis, la prima web radio di sordi e per sordi. L’evento rientra nel più esteso progetto di abbattere le barriere di comunicazione dando vita a spazi di integrazione totale attraverso concerti, spettacoli e aperitivi accessibili a tutti. All’interno di Caffè Italy, la musica risuona piacevole e Valerio fa il dj come potrebbe farlo qualsiasi udente: l’unica differenza visibile è che lui non usa cuffie. Grazie alla sua sensibilità musicale, l’incontro con Radio Kaos Italis è stato più che naturale. «Il ritmo è una vibrazione bassa: chi è sordo avverte le vibrazioni e questo può aiutarlo a capire qual è il ritmo», mi spiega Antonio “Drastiko” Ricci, direttore artistico della radio. «Valerio ha un tipo di sordità che non gli consente di sentire i suoni alti, stridenti. Può avvertire però quelli bassi e questo gli consente di mixare i pezzi. La tecnologia poi fa la sua parte: ci sono alcuni programmi che permettono di sincronizzare i vari ritmi. La possibilità di vedere l’onda sonora aiuta molto».

È una serata umida, pioviggina, ma questo non scoraggia gli avventori, che aumentano di mezzora in mezzora. L’atmosfera è distesa, rilassata e assolutamente carica di energia positiva. Le note mixate da Dj Lupo si mescolano al chiacchiericcio silenzioso e parlante ai tavolini di fuori: i sordi segnano tra di loro in LIS, comunicando senza problemi anche con gli udenti che non conoscono la lingua dei segni. Qualcuno prova anche a insegnarmi qualche segno. Presto scopro che persino i proprietari del locale hanno imparato alcune cose in LIS, riuscendo così a prendere le ordinazioni sia a voce che segnando. È strano, quanto affascinante trovarsi in questo contesto. E quelli di Radio Kaos Italis lo sanno bene. Nata da una costola di Radio Kaos Italy, questa web radio è una realtà singolare e innovativa, un progetto unico in Italia e nel mondo che ha già avuto riconoscimenti importanti: primo tra tutti una lettera di elogio da parte del Presidente della Repubblica, e poi il recentissimo premio Mei di Faenza come migliore web radio d’Italia.
«L’idea di Radio Kaos Italis è nata casualmente, come tutte le cose belle», mi racconta Antonio Ricci. «Una sera di circa un anno e mezzo fa ho conosciuto dei ragazzi sordi a una festa organizzata dalla nostra radio, Radio Kaos Italy, e sono rimasto affascinato dal loro modo di comunicare, stando comunque a contatto con gli udenti. È stato così che ho avuto un’illuminazione: perché non provare a farli avvicinare alla musica attraverso la radio? Sappiamo che i sordi percepiscono i suoni in maniera diversa dagli udenti: la nostra idea è allora quella di sfruttare questa loro capacità per avvicinarli davvero a questo mondo. Radio Kaos Italis esiste ufficialmente da un anno: è stato come partire da zero, non avevamo mai avuto prima esperienze di questo genere. Devo dire che è davvero una bella prova».

È così che la radio, strumento per antonomasia degli udenti, diventa un qualcosa di diverso, apre le braccia all’integrazione e fa propria la battaglia per il riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni (LIS). E a questo proposito, il gruppo di Radio Kaos Italis ha all’attivo diverse iniziative interessanti. «Ci diamo da fare su molti fronti: molti contenuti destinati agli udenti vengono segnati in LIS, un codice nuovo per la maggior parte di noi. Abbiamo dato spazio in radio a ragazzi sordi musicisti e abbiamo Valerio, il nostro dj sordo, che suona ai nostri eventi. Di recente, poi, abbiamo realizzato in LIS un video musicale di una canzone dei Punkreas (Polenta & Kebab, ndr): l’originale era stato censurato perché sparava pesantemente sulla politica, così noi abbiamo deciso di appoggiare la causa della band e di regalarle il video in Lingua dei Segni. È stata una cosa molto emozionante far capire ai ragazzi il tempo e il significato della canzone: per me, udente e ignorante in materia, è stato difficile fare tutto questo. Loro sono stati entusiasti e per me è stata un’esperienza incredibile». Gli occhi di Antonio si illuminano mentre parla di questo episodio e ancora di più quando mi racconta di un’altra delle più grandi soddisfazioni dalla nascita della radio a oggi. «Siamo riusciti a insegnare la regia radiofonica a un ragazzo sordo. Con lui abbiamo fatto una diretta di un’ora e mezza: per noi è stato il traguardo più grande». Poi, con un pizzico di orgoglio, mi spiega come sono riusciti in quella che ai più può sembrare un’altra “mission impossibile”. «Anche un sordo può stare in regia perché, grazie a un’onda sul monitor, si rende conto visivamente dei volumi. Ha una playlist da seguire, lo speaker gli segnala quando deve mettere il microfono e quando deve invece far partire la musica. È una cosa molto semplice per noi, ma per una persona sorda non lo è».

Tra le attività di Radio Kaos Italis c’è anche un giornale, LISpresso, presentato lo scorso 22 giugno. Sotto la guida del capo ufficio stampa, Michele Pilla, giornalista professionista, e con l’aiuto di alcuni collaboratori e interpreti, i ragazzi sordi imparano a scrivere bene un articolo in italiano, a estrapolare la notizia da un avvenimento e a conoscere le tecniche stilistiche. A essere, in una parola, giornalisti. «Il punto è che noi vogliamo che siano buttate giù determinate barriere: i sordi devono sentirsi ed essere allo stesso livello degli udenti», aggiunge Antonio. Tra una diretta con Radio Kaos Italia e un bicchiere di Spritz, la serata scivola serena e allegra ben oltre l’orario dell’aperitivo. Anche quando i proprietari del locale si preparano alla chiusura, in molti rimangono a conversare lì fuori. Quando me ne vado sono circa le 23: Antonio, Valerio e gli altri del gruppo sono visibilmente stanchi, ma entusiasti del successo della serata e impazienti di replicare. E d’altronde il prossimo appuntamento di integrazione totale è vicino: si chiamerà Ssshhhsss party, ed è previsto per il 26 ottobre al Soul Kitchen di Roma, zona Pietralata-Tiburtina, a partire dalle 22.30. Un passo dietro l’altro per demolire le barriere a colpi di musica e LIS.

Vanessa Cappella
info@pennainquieta.it
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