Smart Textiles: uno sguardo alle novità 2013

Oggi torno a parlare di Smart Textiles, o tessuti intelligenti. Dall’epoca della mia inchiesta, pubblicata lo scorso anno su Repubblica Salute, le ricerche hanno conosciuto nuovi e interessanti sviluppi. Qui vi segnalerò alcune novità in materia. Per chi non avesse letto l’inchiesta, né sentito mai parlare di questi smart textiles, spiego brevemente di cosa stiamo parlando.

tessuti smartI tessuti intelligenti sono materiali tessili in grado di rilevare le condizioni ambientali e gli stimoli (siano essi di natura meccanica, termica, chimica, elettrica o magnetica) e di reagirvi. Avete presente i film di fantascienza, in cui i supereroi hanno fantastici abiti in grado di cambiare colore oppure di schermarli contro le più svariate minacce? Ecco, non ci stiamo allontanando da questa immagine. Negli ultimi 16 anni, infatti, le ricerche su questi particolari tipi di tessuti sono cresciute enormemente, grazie all’iniziale investimento dell’industria militare in progetti che portassero alla realizzazione di giacche per condizioni invernali estreme o uniformi camaleontiche, in grado di migliorare gli effetti mimetici. Ben presto, la potenzialità di questi tessuti ha iniziato a rivelarsi con forza anche in altri campi, grazie anche alla versatilità di applicazione delle varie fibre. L’interesse globale in materia è cresciuto e così sono stati messi a punto diversi tipi di smart textiles, pensati per varie funzioni. Allo stato attuale, se ne riconoscono tre generazioni:

  •  i tessili passivi, in grado solo di sentire le condizioni ambientali e gli stimoli
  •  i tessili attivi, dotati di sensori e di attuatori, in grado di sentire e di reagire agli stimoli e all’ambiente, sia direttamente, sia attraverso un’unità centrale di controllo. Esempi sono gli abiti termoregolanti, quelli che cambiano colore e quelli sia resistenti all’acqua che permeabili al vapore.
  • i tessili ultraintelligenti, in grado di sentire, reagire e adattarsi da soli alle condizioni ambientali o agli stimoli. Si tratta di unità che lavorano con capacità di cognizione, elaborazione e reazione.

WWS – Laboratori Smartex

Il campo, a mio avviso, più interessante è quello che permette a questi tessuti di connettersi ad altri dispositivi, aprendo il campo a una serie di inimmaginabili soluzioni. Ipotesi apparentemente assurde, come maniche in grado di sopprimere il tremore nei malati di Parkinson o sistemi che, attraverso l’interazione tra una t-shirt intelligente e uno smartphone, tengano sotto controllo le derive pericolose di umore nelle persone con disturbo bipolare, ecco che di colpo diventano possibili e reali. Tutto questo è possibile grazie alla fibra tessile conduttiva di cui sono composti, ai sensori e agli attuatori presenti e a eventuali dispositivi elettronici apposti nei capi. E cosa dire poi delle cinture che effettuano elettrocardiogrammi durante lo sport e sono in grado di elaborare e inviare i dati al medico? Oppure delle uniformi, pensate per i vigili del fuoco, che analizzano i dati biofisici e ambientali e trasmettono i dati attraverso antenne tessili, al contempo attivando un meccanismo termoregolante in caso di temperature troppo elevate? Per non parlare poi dei guanti che attivano una barriera a contatto con il laser e proteggono così la pelle delle mani. Sono solo alcuni esempi di tessili intelligenti, per la maggior parte prototipi, anche se qualcosa già si può trovare in vendita.

Di novità in questo campo se n’è parlato durante lo scorso Smart Textile Salon 2013 a Ghent, in Belgio, e altre saranno presentate dal 29 al 31 ottobre alla Smart Fabrics Europe Conference di Barcellona. Intanto, vi riporto la notizia di un paio di nuovi prototipi molto interessanti provenienti dagli Stati Uniti.

Smart epants

Smart e-Pants

Il primo, chiamato Smart e-Pants, consiste in un paio di pantaloncini (stile boxer per intenderci) che rilasciano piccole scariche elettriche con la funzione di prevenire le fastidiose piaghe da decubito, responsabili di gravi infezioni potenzialmente letali per chi è costretto all’immobilità sul letto. I medici dell’Università di Calgary li hanno testati per alcuni mesi sui pazienti con lesioni al midollo spinale: gli stimoli elettrici venivano somministrati per 10 secondi ogni 10 minuti, in un arco di 12 ore al giorno. Ebbene, i risultati della ricerca, presentati al convegno di Neuroscienze dell’ottobre 2012 a New Orleans, sono stati assolutamente positivi: nessuno dei pazienti sottoposti al trattamento ha infatti riscontrato la formazione di queste fastidiose e pericolose piaghe. Questo perché le leggere scariche elettriche hanno mimato micromovimenti del muscolo, stimolando la circolazione sanguigna e alleggerendo così la pressione sulla pelle.

Altro prototipo molto interessante è lo Smart Bra, un reggiseno intelligente messo a punto dall’azienda First Warning Systems con sede a Reno, in Nevada. Questo indumento sarebbe in grado di individuare la mutazione di cellule potenzialmente cancerogene ancora prima che queste siano rintracciabili dalla mammografia. Dotato di 16 piccoli sensori, questo smart bra monitora i modelli di calore e la forma del seno, tenendo traccia delle minime modifiche di temperatura legate alla crescita dei vasi sanguigni.

first warning systems

First Warning Systems

Il computer del reggiseno confronta poi i dati raccolti con i profili bioinformatici dei tessuti cancerosi ed è così in grado di rilevare, con una precisione del 90 per cento, eventuali giovani formazioni neoplastiche. Il prototipo, “uno strumento di screening e non diagnostico” come tiene a precisare il direttore operativo Matt Bernardis, è attualmente all’ultima fase di prova clinica: secondo l’azienda, ci sono buone probabilità che entrerà in commercio entro un anno.

No Comments

Post A Comment