Mi sono ritrovata a riflettere spesso sulla parola Resilienza e sulla forza dirompente del suo messaggio. E ci riflettevo mentre guardavo in streaming su Facebook il concerto One Love Manchester, un evento destinato a entrare nella storia della musica e anche in quella della comunicazione di massa
Le parole scritte diventano strumento di cura integrata dei pazienti oncologici, con il progetto di medicina narrativa Raccontami di te, avviato dal reparto di Oncologia Medica 1 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma.

 Quanto più sguscia obliquo il sole su queste strade ogni cortile ha strane battaglie, con ingenue grida.

Nel tocco delle campane c'è ancora qualche sapore del giubiloso soggiorno; ma se mi passa accanto un ragazzo, nel soffio della sua bocca sento quant'è labile il fiato del giorno.

(Fine di Giorno, Giorgio Caproni)

Di quel giorno ricordo solo alcuni sprazzi. Simili a istantanee che nella memoria emergono e sprofondano, ciclicamente. Ma sono giustificata: avevo solo cinque anni e di tempo, da allora, ne è passato tanto. Ricordo mia madre, che, mentre mi aiuta a infilare le scarpe, mi dice "Sbrighiamoci, oggi è un giorno importante".

Mi è rimasta impressa quella cravatta rossa. Così composta, così ordinata. E quel colore, non so il perché, brillava ai miei occhi più di tutti i colori presenti su quell'autobus affollato. Il nodo importante troneggiava su quella camicia bianca e sulla giacca blu scuro, di ricercata arte sartoriale. A indossare tutta quella classe, un uomo d'altri tempi.