Un caffè come tanti, sorseggiato seduti a un bar di Napoli in un pigro pomeriggio d’estate. Due chiacchiere sulle vacanze in arrivo, sul lavoro e su ciò che si farà il prossimo 27 settembre. “Sarà organizzata ad Alba, quest’anno, la Giornata Mondiale dei Sordi”, fa notare una ragazza. “Alba, così lontano? Non riuscirò a esserci”, risponde intristito il ragazzo vicino.

Dimissioni immediate del segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi e di tutti i componenti della giunta esecutiva Fnsi. Lo chiedono i giornalisti e le giornaliste riuniti davanti alla sede della Federazione durante la manifestazione #StopFnsi contro l’accordo sul lavoro autonomo - ribattezzato“iniquo compenso”

Ecco, io non riesco a non indignarmi. Mi dispiace, è più forte di me. Non solo perché sono coinvolta da vicino in quello che sta accadendo in questi giorni nel mondo del giornalismo italiano, ma perché non posso e non voglio credere che chi dovrebbe tutelare la categoria più fragile, ma al contempo motore indispensabile per tante redazioni - grandi, medie o piccole che siano, ne ha invece svenduto per pochi spiccioli la dignità e il valore.

L'argomento non risulterà nuovo a chi segue ciò che scrivo, ma ci tengo ugualmente a segnalarvi il mio articolo pubblicato oggi su Repubblica Salute. Protagonista della pagina è Radio Kaos ItaLis, la prima radio per sordi, e la sua battaglia per il riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni (LIS), lanciata su Change.org.

Se non ora, quando?“: questa la parola d’ordine e il quesito di coloro che ieri sono scesi in piazza del Pantheon a Roma per protestare contro il DDL sulle intercettazioni, in discussione in questi giorni alla Camera. Organizzata da FNSI in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, Libertà e Giustizia, Articolo 21